Avellino,    
Tra le colline dell'irpinia, i tanti comuni e la loro antica storia, le tradizioni e le curiosità locali.
Bonito

Piccolo comune irpino di antica origine, Bonito offre molto dal punto di vista turistico: oltre alla storia e all’arte, famosi sono i suoi prodotti tipici, tra i quali l’ olio d’oliva, l’ uva aglianico, da cui si ottiene il famoso Taurasi DOCG.


La storia

Si sa ben poco sull’origine del comune, quella del nome è invece attribuita a S. Bonito, la cui statua è esposta nella chiesa principale. S. Bonito visse nel settimo secolo e fu vescovo di Clermont.
Molto stimato in vita, dopo la morte fu subito levato agli altari.
Dodici paesi francesi presero il suo nome e ben presto il suo culto si diffuse anche in Italia, con cappelle erette anche ad Amalfi e Ravello.
Molte frazioni del comune ci riportano ai romani: Vetecale, infatti, deriva da “vectical”, che significava “tributo, imposta”.
In epoca romana il territorio subì una violenta distruzione, ma nel primo secolo d.C. il paese venne ricostruito.
Dopo i Goti ed i Bizantini, il territorio passò in mano ai Longobardi, che eressero diverse rocche, da cui controllare le valli dell’Ufita e del Calore.
Dopo i Longobardi fu la volta dei Normanni: Guglielmo Gesualdo fece erigere il castello di Bonito, luogo di rifugio per la gente del posto. Sergio Bonito, suffeudatario dei Gesualdo, fece costruire il monastero di S. Maria della Valle, sulla sponda dell’Ufita.
Dopo i Bonito, verso la metà del cinquecento, fu la volta dei Pisanello.
Di recente ebbe grande importanza, a Bonito, la famiglia Cassetto. La loro casa è stata adibita a sede del Comune.

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